20/01/2005

Paisà 
di: zonekiller

Paisà

Roberto Rossellini ci porta in giro per l'Italia in un viaggio che parte dal profondo sud e termina sul delta del Po. Sei episodi che raccontano la fase finale della seconda guerra mondiale: l'orrore della guerra, la povertà, l'arrivo e l'avanzata degli alleati e  i partigiani in lotta contro gli invasori tedeschi.

Nel 1946 dopo "Roma città aperta" Rossellini in collaborazione con molti altri professionisti, tra cui Federico Fellini, realizza questo film ancora una volta pronto a testimoniare la dura realtà italiana di allora. Un viaggio nello spazio ma anche nel tempo: nel primo episodio siamo nel luglio del 1943 mentre nell'ultimo arriviamo a pochi mesi dalla fine del conflitto, nel dicembre 1944. Durante questo percorso mutano i rapporti tra gli italiani e gli alleati e sparisce l'iniziale diffidenza nonchè la difficoltà di comunicazione molto evidente nei primi due episodi ambientati nel sud. Gli americani imparano un pò di italiano e viceversa molti italiani masticano un pò d'inglese: nascono così rapporti di collaborazione o d'amore sempre però in un contesto molto cruento e difficile che inesorabilmente logora la mente ed il corpo. Non si tratta quindi di una mera questione tra nord e sud.

Il film scorre molto bene nonostante alcune difficoltà e qualche perplessità. In primis mi riferisco ai sottotitoli dei dialoghi in inglese e tedesco che sono davvero poco curati: un sottotitolo ogni 5 frasi oppure traduzioni alla carlona... per fortuna almeno con l'inglese un pò me la cavo ma pensavo a chi il film lo vide allora. Le perplessità sono dovute a come vengono dipinti gli americani e i tedeschi: i primi sono sognatori, eleganti, belli e cordiali mentre i secondi sono assassini stupratori pronti a tutto. Naturalmente non mi sto schierando coi tedeschi ma è evidente che non solo gli americani sognassero di tornare a casa dai propri cari e che non tutti i tedeschi fossero assassini stupratori. Certo il film è del 1946 e questa potrebbe essere già una spiegazione a questo pizzico di ipocrisia anche se essendo un film neorealista dovrebbe rappresentare molto meglio la realtà come in verità riesce quasi sempre: nel terzo episodio vediamo le ragazze romane che ridotte alla fame si prostituiscono coi ricchi soldati statunitensi, nel secondo il piccolo "Paisà" rimasto orfano che ruba gli stivali ad un soldato ubriaco... negli utimi tre invece si entra nel vivo del conflitto e l'ultimo in particolare è molto duro da digerire. Solo uno è diverso dagli altri (il quinto) perchè  è ambientato nella quiete di un convento in cui entrano un ebreo ed un protestante, simbolo dei tempi che cambiano.

Insomma un film molto cinico ma anche poetico con pochi attori professionisti e molta gente comune... e tanta improvvisazione. Un limite ma forse anche un pregio aldilà del fatto che recitazione a parte i dialoghi non sono un granchè. Davedere.

Titolo Originale: Paisà
Nazione: Italia
Anno: 1946
Regia: Roberto Rossellini
Attori: Carmela Sazio, Carlo Pisacane, Maria Michi, Gar Moor, Harold Wagner, Gianfranco Corsini, Giulietta Masina, Alfonsino, Renzo Avanzo...
Sceneggiatura: Sergio Amidei, Roberto Rossellini, Federico Fellini, Vasco Pratolini, Annalena Limentani
Fotografia: Otello Martelli
Musiche: Renzo Rossellini
Genere: Drammatico
Durata: 130 min.

film | 16:32 | commenti (10)


Commenti
#1    20 Gennaio 2005 - 18:07
 
Tedeschi assassini e stupratori...
... il neorealismo è morto proprio nel momento in cui ci si è resi conto che la realtà dei fatti non poteva essere riportata con oggettività su pellicola. L'occhio del regista è un filtro critico che si interpone fra lo spettatore e la scena, e inevitabilmente opina e manipola quanto possibile.
Nel '46 fra l'altro il linguaggio cinematografico si andava delineando, e lo spettatore veniva guidato attraverso le storie in maniere molto meno sofisticate di oggi, perciò se un personaggio doveva risultare uno stronzo... non si andava troppo per il sottile. Comunque Paisà è un film strapieno di simbolismi e molto dettagliato, un capolavoro (l'ultima parte, quella dei partigiani e del casolare, è memorabile).
Per caso quella che hai visto era una vecchia edizione del film? O un dvd? Perchè in tal caso i sottotitoli avrebbero dovuto subire quantomeno delle correzioni...
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#2    20 Gennaio 2005 - 19:12
 
L'oggettività é un discorso che vale non solo per il cinema. In questo caso però, leggendo quà e là si è parlato di propaganda... non so quanto sia fondata questa teoria.
L'edizione era vecchia altro che dvd... chissà che non abbiano fatto le cose alla grande con l'era digitale.
Sono d'accordo sul simbolismo a cui ho appena accennato, e anche sull'ultimo episodio, difficile da digerire ho scritto. :(
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#3    20 Gennaio 2005 - 20:25
 
Propaganda è quello a cui mi riferivo, parlando di opinare e manipolare. E direi che l'ipotesi è molto più che probabile, considerando la data...
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#4    20 Gennaio 2005 - 21:26
 
Ah non avevo colto. A me il termine propaganda è sembrato eccessivo anche se guardando il film il dubbio mi è sorto, come dicevo.
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#5    21 Gennaio 2005 - 01:30
 
Vabbeh, diciamo che potrebbe anche essere involontaria, ma secondo me c'è... e forse è una di quelle belle robe grasse e subliminali, più filoamericane che antinaziste, come quelle che fritte e rifritte, tanto piacciono ai giuovani d'uoggi.
Eh? Che dici? Torniamo sul culinario? E' l'una e mezza e c'ho 'na fame...
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#6    21 Gennaio 2005 - 01:31
 
A parte che, secondo te, l'ultimo episodio era difficile da digerire...
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#7    21 Gennaio 2005 - 04:19
 
Mah considera che sto sveglio alle 4:18 e sto mangiando (e fumando). Fai un pò tu!
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#8    21 Gennaio 2005 - 12:55
 
Fenomeno...
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#9    22 Gennaio 2005 - 04:54
 
Comunque con questa ti batto...
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#10    22 Gennaio 2005 - 14:28
 
Maledetto! :D
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Commenti
 


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